Frasi e aforismi G.Pascoli


-Il dolore è ancor più dolore se tace.

-Il nuovo non s’inventa: si scopre.

-Il poco è molto a chi non ha che il poco.

-Chi prega è santo, ma chi fa, più santo.

-Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni.

-C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole.

-Il ricordo è poesia, e la poesia non è se non ricordo.

-Il sogno è l’infinita ombra del Vero.

-La vita è bella, tutta bella, cioè sarebbe, se noi non la guastassimo a noi e agli altri.

-Poco era il giorno e molto era il lavoro: la falce è grande, ma più grande il prato.

-Chi ha toccato una volta un’ingiuria – di sangue e di morte – non cesserà mai di toccarne di nuove. Piove sul bagnato: lagrime su sangue, e sangue su lagrime

-Di quercia caduta ognuno viene a far legna. E tagliato l’albero, così grande e bello, perché hanno a sopravvivere i novelli?

-Nella soffitta è solo, è nudo, muore. Stille su stille gemono dal tetto La notte cade, l’ombra si fa nera; egli va, desolato, in Paradiso

-Al mio cantuccio, donde non sento se non le reste brusir del grano il suon dell’ore viene col vento dal non veduto borgo montano

-Noi mentre il mondo va per la sua strada, noi ci rodiamo, e in cuor dopio è l’affanno, e perché vada, e perché lento vada

-Al camino, ove scoppia la mortella tra la stipa, o ch’io sogno, o veglio teco: mangio teco radicchio e pimpinella

-Se il nostro destino deve condurci alla morte, meglio andarsene piccoli quando non si è ancora conosciuto il dolore e l’odio.

-Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo.

-Il poeta è poeta, non oratore o predicatore, non filosofo, non istorico, non maestro, non tribuno o demagogo, non uomo di stato o di corte. E nemmeno è, sia con pace del maestro, un artiere che foggi spada e scudi e vomeri; e nemmeno, con pace di tanti altri, un artista che nielli e ceselli l’oro che altri gli porga. A costituire il poeta vale infinitamente più il suo sentimento e la sua visione, che il modo col quale agli altri trasmette l’uno e l’altra.

-Poesia è trovare nelle cose il loro sorriso e la loro lacrima [...] e ciò si fa da due occhi infantili che guardano con semplicità e serenità di nel tumulto della nostra anima.

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Senza l'esperienza e una buona dose di umiltà, la scrittura -sia in prosa che in poesia- rimane puro estetismo. Senza essersi fatti le ossa attraverso uno «studio matto e disperatissimo» non si raggiungerà mai la capacità di dare un fondamento logico al linguaggio idoneo ad ogni situazione. L'adagio che afferma come «non si nasca imparati» ha questo sapore.

La redazione

Ciò che il pubblico critica in voi, coltivatelo. Quello, siete voi.

Jean Cocteau

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