Ci fosse stato un diavolo per capello
Perdere il senso dell’orientamento
non era cosa da fare,
proprio nel bel mezzo
del discorso di benvenuto.
Dopo un minuto di silenzio,
l’imbarazzo invase le gole.
Manca sempre il coraggio
per dire come stiamo davvero.
La serata andò per le lunghe,
tra drink alla moda
e canzonette sparate in faccia
da due altoparlanti
dallo sguardo cupo.
La donna in rosso si sdraiò
su un divano in finta pelle,
e si mise a leggere Proust.
Nessuno la invidiò per questo.
Ci fosse stato un diavolo per capello,
più di qualcuno avrebbe provato
a tirare a sorte, per scovare il più veloce
inventore di una parabola seria,
di quelle che fanno drizzare il pelo
anche a chi non ce l’ha.
Netta e precisa, come un coltello
da macellaio.
Invece gli ospiti si limitarono
ad aspettare la morte.
Che arrivò puntuale alle tre meno cinque,
per soffocamento.
Se l’aspettavano tutti,
è proprio questo il bello.
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Un’ottima descrizione della fine (del mondo?) :
Salvato’, me sei diventato poeta noir mo?