Filastrocche
Il ritratto del mio bambino
Come trovo dipinto il mio bambino in fin di desinare, è uno sgomento! Ha le patacche addosso a cento a cento e la bocca color di stufatino. Ha il nasetto, si sa, tinto di vino e sulla fronte un po' di condimento, e uno spaghetto appiccicato al mento, che gli spenzola giù sul grembiulino. E sfido! in tutto pesca e tutto tocca, e si strofina la forchetta in faccia e stenta un'ora per trovar la bocca... E son tutti i miei strilli inefficaci: egli, vecchio volpone, apre le braccia, ed io gli netto il muso co' miei baci. ALLA PIOGGIA Scendi a torrenti, giù, pioggia feconda, Riga il ciel de le tue fila infinite, Ravviva i germi, suscita le vite Nel seno de la terra sitibonda! Scroscia ne la città negra ed immonda, Gorgoglia ne le piazze inaridite, Lava i sobborghi, spazza le mefite, Corri, schizza, ringorga, inaffia, inonda! Vedi, tutto si scuote e si ridesta Sotto ai sonanti spruzzi cristallini, Tutto sgocciola, tremola e fa festa, E dai vetri t'applaudono i bambini, E i fiori verso te levan la testa, E le donne ti mostrano i piedini.
LA CASA DI MARA La casa di Mara è una piccola stanza di legno, a lato un cipresso l'adombra nel giorno. Davanti vi corrono i treni. Seduta nell'ombra dell'alto cipresso sta Mara filando. La vecchia ha cent'anni. E vive filando in quell'ombra. I treni le corron veloci davanti portando la gente lontano. Ell'alza la testa un istante e presto il lavoro riprende. FONTANA MALATA Clof, clop, cloch, cloffete, clocchete, chchch... E' giù nel cortile, fontana malata; che spasimo sentirla tossire! Tossisce, tossisce, un poco si tace, di nuovo tossisce. Mia povera fontana il male che hai il core mi preme. Si tace, non getta più nulla, non s'ode rumore di sorta... Che forse... che forse sia morta? Che orrore! Ah, no! Ah, no! Rièccola ancora tossisce. Clof, clop, cloch, cloffete, cloppete, clocchete, chchch...
ORFANO Lenta la neve fiocca, fiocca, fiocca. Senti: una zana dondola pian piano. Un bimbo piange, il piccol dito in bocca: Canta una vecchia, il mento sulla mano. La vecchia canta: "Intorno al tuo lettino c'è rose e gigli; tutto un bel giardino". Nel bel giardino il bimbo s'addormenta. La neve fiocca lenta, lenta, lenta. LA BEFANA Viene, viene la Befana: vien dai monti a notte fonda. Com'è stanca! La circonda neve, gelo e tramontana. Viene, viene la Befana. E s'accosta piano piano alla villa, al casolare, a guardare, ad ascoltare or più presso, or più lontano. Piano, piano, piano, piano. Guarda e guarda... tre lettini con tre bimbi a nanna, buoni. Guarda e guarda... ai capitoni c'è tre calze lunghe e fini... Oh!... tre calze e tre lettini... LA RONDINE Ritornava una rondine al tetto. L'uccisero. Cadde tra i spini. Ella aveva nel becco un insetto, La cena dei suoi rondinini. Ora è là come in croce che tende Quel verme a quel cielo lontano, E il suo nido è nell'ombra che attende E pigola sempre più piano.
ALLA CICALA O povera cicala della favola, quanto mi sei cara! Quanto m'è odiosa la formica avara che ti lasciò morire di freddo e di fame. Eppure d'estate le piaceva sentire le tue serenate. E tu gliele cantavi per niente. Eri povera e tutto regalavi, generosa e imprudente. Tu sei morta di freddo, ma la formica ha più freddo di te: nulla può darle un poco di calore, perché non ha cuore! PESCI! PESCI! Pescatore che vai sul mare quanti pesci puoi pescare? Posso pescare una barca piena con un tonno e una balena, ma quel ch'io cerco nella rete forse voi non lo sapete: cerco le scarpe del mio bambino che va scalzo poverino. Proprio oggi ne ho viste un paio nella vetrina del calzolaio: ma ce ne vogliono di sardine per fa un paio di scarpine... Per colpa di un accento un tale di Santhià credeva d'essere alla mèta invece era alla metà. Per analogo errore un contadino di Rho tentava invano di cogliere le pere da un però. Non parliamo del dolore d'un signore di Corfù quando, senza più accento, il suo cucu non cantò più.
"Santa Lucia bella" Santa Lucia bella dei bimbi sei la stella, tu vieni a tarda sera quando l'aria si fa nera. Tu vieni con l'asinello al suon del campanello, e le stelline d'oro che cantano tutte in coro: "Bimbi, ora la Santa é qui ditele così: cara Santa Lucia non smarrir la via trova la mia porticina quella é la mia casina!" E giù tanti doni. Zitti, zitti fate piano Zitti, zitti fate piano vien la Santa da lontano, porta a tutti dolci e doni soprattutto ai bimbi buoni. Ma se un bimbo é cattivello, oltre tutto un po' monello, nulla trova nel tinello. Quindi bimbi birichini diventate un po' bravini, e i cuoricini tutti spenti con la Santa si fan contenti. Grazie, grazie Santa Lucia, il tuo incanto mi porti via La notte di Santa Lucia Questa é la notte di Santa Lucia senti nell'aria la sua magia. Lei vola veloce col suo asinello atterra davanti ad ogni cancello. Ad ogni finestra un mazzolin di fieno e l'asinello ha già fatto il pieno. Santa Lucia con il suo carretto lascia a tutti un gioco e un dolcetto. porta ai bambini tanti regali tutti belli, tutti speciali. Voglio vedere Santa Lucia Santa Lucia, perché scappi via? Vogliamo vederti, vogliamo toccarti, dei nostri bei giochi vogliam ringraziarti. Dal cielo stellato con l'asinello fatato, scendi leggera quando è già sera, a colorare i sogni dei bambini più buoni. Io te lo prometto, sarò dentro il letto. Su, vieni ti prego, felice ti aspetto. Un elenco per Santa Lucia Lungo é l'elenco che vogliamo fare, ma scegli tu cosa portare: per il nonno un caldo cappello, un rospo in tasca a mio fratello, una fidanzata per il mio cane, ai passerotti tanto pane; chicchi di riso per la minestra, un po' di pazienza per la maestra, una nuova scopa per la Befana, un giorno in più alla settimana; una sciarpa al pupazzo di neve, per i miei amici una storia breve. Fino ad ora abbiamo scherzato e con le parole abbiamo giocato. Tu però non dimenticare, due cose che devi portare: un sorriso per chi non ce l'ha e per tutti tanta bontà
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