Poesia Inglese
La produzione poetica inglese si sviluppa secondo tre filoni principali.
- Religioso
Il più antico frammento poetico in antico inglese consiste di nove versi sulla Creazione, del VII secolo, scritte dal pastore Cædmon, un illetterato che dice di aver ricevuto ispirazione divina alla poesia. A una presunta scuola di Cædmon sono altri poemi, quali parafrasi della Genesi, Daniele, Esodo e un altro poema che ad oggi è senza titolo, ma che viene catalogato come “Cristo e Satana”.
Il più antico poeta religioso di cui conserviamo con certezza degli autografi è Cynewulf, nato tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX sec., autore per certo di: The fates of Apostles; The Ascension; Juliana; Elena; l’Elena è la storia del ritrovamento della Santa Croce da parte della madre dell’imperatore Costantino, che sarà poi ripresa in The Dream of the Rood, attribuito a Cynewulf per questa coerenza tematica e per particolarità stilistiche.
- Epico
Risale a questo periodo Beowulf, il più antico poema composto in volgare europeo, risalente alla metà dell’VIII secolo, e risultato di successive riscritture, rispetto ad una tradizione primitiva probabilmente orale. Esso è scritto in una base sassone e un misto delle lingue che l’hanno modificato successivamente. Si compone di 1382 versi organizzati in un Prologo e 43 sezioni. Caratteristiche del poema epico old-english sono:
Allitterative Verse, verso lungo a quattro accenti principali costituito da due emistichi legati tra loro da allitterazione;
Kenning, una perifrasi, prevalentemente nominale, che designa una persona o una cosa, focalizzando su una caratteristica particolare (-l’oceano=la via della balena);
schema narrativo sviluppato attorno all’evento principale: combattimento eroe-mostro;
atmosfera cupa ed oscura che avvolge la narrazione, lo stile primitivo e ritmato, l’elemento della magia e la marcata presenza dell’elemento religioso dovuta
all’attività dei monaci amanuensi nei secoli successivi.
- Elegiaco
La produzione elegiaca proviene per intero dal codice Exeter.
Si tratta di testi con tematiche diverse, ma accomunati dall’intonazione lirica e da un senso di desolazione, di malinconica nostalgia per un passato stabile rispetto a un presente incerto, che proietta verso il desiderio mistico di riunione con il divino, un desiderio di morte salvifica. Importante la figura dello scop, il cantore errante.
Principali opere: scritti di Widsith, colui-che-ha-molto-viaggiato, un poeta che parla in prima persona dell’importanza della poesia come veicolo di sapienza tradizionale e della rilevanza della bravura artistica del singolo poeta nel riportare tale sapienza; Deor, lamenta il suo esilio dalla corte in cui faceva da cantore, e dimostra stoica accettazione del suo destino;The Wanderer -l’errante-, cristiano didatticheggiante, guarda alla vanità delle cose del mondo e aspetta la morte come approdo sicuro di tranquillità.
The Seafarer -il navigante- immagini del vagabondaggio del poeta attraverso cupe scene nordiche di ghiacci e dell’oceano;The Ruin, composizione molto suggestiva sulla distruzione di un’antica città; Eadwacer e The wife’s lament, voci monologanti femminili, la prima combattuta tra un amante e il marito, la seconda che viene ripudiata nonostante sia innocente.
The message, un amante manda un messaggio all’amata lontana su un bastoncino di legno che parla. Simile nella struttura a The Dream of the Rood.
Nel 975 d.C. si raggiunse una pace stabile con i danesi attraverso l’elezione congiunta di Edoardo il Confessore, il quale proclamò in punto di morte la sua intenzione di lasciare il regno in eredità a Guglielmo II, duca di Normandia. Le popolazioni sassoni non accettarono questa decisione ed elessero, alla morte del Confessore, un loro sovrano, Aroldo.
Nel 1066, i Normanni, con a capo Guglielmo il Conquistatore, sbarcarono in Britannia e sconfissero le truppe di Aroldo nella battaglia di Hastings. Sotto il re Guglielmo il Conquistatore, si ha l’unificazione dell’Inghilterra, sia politica che culturale. Sassoni e Normanni convissero in pace nonostante le loro nature sostanzialmente diverse. Guglielmo fondò in Inghilterra il sistema feudale che durerà fino alla rivoluzione agricola dei Tudor, attuata sotto Enrico VII.
Nel Medioevo inglese si hanno una forte crescita demografica e un rafforzamento del commercio estero attraverso lo sviluppo di una classe medio-borghese. A Guglielmo il Conquistatore successero Guglielmo II (1056-1100), Enrico I (1068-1135), Stefano (1135-1154), Enrico II (1154-1189), Riccardo Cuor di Leone (1189-1199) e Giovanni Senzaterra (1199-1216), al quale fu imposto dai baroni di firmare la Magna Charta, documento storico fondamentale. A Giovanni successero Enrico III (1216-72), Edoardo I (1272-1307), Edoardo II (1307-1327), Edoardo III (1327-77), il quale iniziò la guerra dei cent’anni (1337-1453). Nel 1348 la Peste nera imperversa in Inghilterra creando forti disagi per la popolazione, i quali aumentarono a causa del malgoverno di Riccardo II (1377-1399).
Queste tracce di insoddisfazione popolare sono riflesse nelle ballate di Robin Hood e nel Vox Clamantis di John Gower. In questo periodo si hanno inoltre i primi tentativi che poi sfoceranno nella Riforma da parte di John Wyclif. Successivamente si ha la guerra delle due rose, guerra civile che segna l’ascesa al potere del Casato di York.
- Il poeta di Gawain
Come abbiamo visto, dal Brut di Layamon agli altri poemi bretoni passa un secolo in cui l’uso del verso allitterativo cade in disuso. Segue una stagione di ripresa di questo sistema metrico ed uno dei più autorevoli testi del periodo è l’autore di Sir Gawain e il Cavaliere Verde. Autore sconosciuto, vissuto nelle corti del Nord-Ovest tra il 1375 e il 1400, secondo le notizie che si possono evincere dai testi. L’opera è di 2530 versi, quattro sezioni divise in stanze eterogenee – sezione variabile di allitterativi lunghi+verso-ponte di poche sillabe+sezione fissa di 4 versi brevi in rima alternata. Una prosodia complessa ed eclettica che coniuga le diverse tradizioni, inglesi e continentali, a disposizione del colto autore. Stessa variazione nelle tematiche, in cui la materia arturiana si sposa all’avventura, al magico, al folkloristico, all’esperienza erotica cortese. Il tutto è assemblato dal carattere morale della vicenda.
Scrive anche: Pearl. 1212 versi. Poema-sogno. Un’opera molto preziosa nella sua struttura ed elaborazione formale. Prosodia complessa, uso sistematico di tutte le figure legate alla ripetizione, una prova di tecnica poetica senza precedenti.
Trama: un gioielliere che ha perso una perla si addormenta e si risveglia in un giardino meraviglioso (classico del genere dream-poem), in cui incontra una donna che si capisce essere la sua perla, una figlia morta tempo prima, che gli appare come sposa di Cristo, sulla sponda opposta del fiume rispetto al gioielliere. Ma la perla è anche un simbolo che richiama molti valori, purezza, grazia, innocenza, valori che possono veicolare l’anima verso la visione del divino. La donna gli consente di mostrargli la Città Celeste: il gioielliere nello sforzo di saltare verso l’altra sponda si risveglia.le omelie in versi Cleanness e Patience, attribuibili al poeta di Gawain.
- Langland
Autore il cui nome non è sicuro, vissuto dal 1330 ca. al 1386. Scrive l’importantissimo The Vision of Piers Plowman, che al tempo ebbe maggiore successo del Gawain per un fatto liguistico: il dialetto sudoccidentale, vicino a quello londinese, di Langland, contro il dialetto nordoccidentale, più difficile, del Gawain-poet. Il poema ha poca rilevanza sul piano della trama e dell’intreccio narrativo, poiché è giocato tutto su dialoghi tra entità allegoriche, è un poema parlato. Il poeta lavorò al testo modificandolo nel corso di venticinque anni, e ne esistono tre revisioni (A, B, C) e un abbozzo (Z), la B è la versione più curata e consta di 7250 versi allitterativi lunghi, e si sviluppa in un Prologo e venti sezioni.
- Gower
Scrittore famoso per il suo approccio moralistico, scrive Mirour de l’Homme, in latino. Percorre analiticamente lo stato di corruzione morale dell’umanità, interponendo solo l’intervento di Maria Vergine come chiave della salvezza.
Vox Clamantis, in francese. Tematiche politico-sociali, dalla rivolta dei contadini alla corruzione delle istituzioni.
Confessio Amantis in inglese. 30000 ottosillabi rimati. Struttura di cornice che contiene narrazioni brevi. Genius, sacerdote di Venere, fa confessare Amans, e durante il loro colloquio racconta numerosi esempi su ognuno dei peccati capitali, tratti dal materiale leggendario greco-romano. Il fine dell’opera è moralistico e didascalico. Un elemento moderno di Gower, che lo avvicina al contemporaneo Chaucer, è l’autoironia (Amans è il suo alter ego).
- Poesia
Se si esclude John Skelton, la produzione poetica della prima parte del Cinquecento non annovera autori di prima grandezza. I due grandi innovatori della lirica rinascimentale furono Philip Sidney e Edmund Spenser, gentiluomini alla corte di Elisabetta I. Perfetta incarnazione del modello rinascimentale del cortigiano, Sidney combinò l’esercizio della politica e della diplomazia con lo studio e gli interessi culturali. La sua opera maggiore è una raccolta di sonetti, Astrofel e Stella, scritta nel 1582 e pubblicata postuma nel 1591, in cui il poeta celebra il suo amore idealizzato per Penelope Devereux.»
L’opera, che rappresenta il primo esempio inglese di canzoniere amoroso sul modello petrarchesco, è fortemente condizionata dal platonismo e dall’idealizzazione dell’amore tipica dei romanzi cavallereschi medievali.
Il monumento più alto a questo tipo di idealismo e alla cultura che prendeva a modello soprattutto i grandi autori del Rinascimento italiano fu La regina delle fate di Spenser, pubblicata fra il 1590 e il 1609. Si tratta di un poema allegorico ed epico (ogni canto narra le avventure di uno dei dodici cavalieri di Gloriana, regina delle fate), in cui si fondono precetti morali e celebrazione delle virtù cortigiane. Dedicata a Elisabetta, l’opera recupera temi ed elementi stilistici della tradizione cavalleresca medievale per foggiare un’epica nazionale in grado di rivaleggiare con i capolavori della classicità e della letteratura italiana cinquecentesca. L’opera che più influenzò Spenser fu l‘Orlando furioso di Ludovico Ariosto. All’ottava del poema ariostesco è analoga la “stanza spenseriana”, da quel momento in poi uno dei metri classici della poesia inglese.
Lo stile ricco ed elaborato di Spenser, imitato da un gran numero di poeti elisabettiani, forgiò il gusto poetico del primo Seicento. Contemporanea, e fortemente segnata dal concettismo che caratterizza fin dall’inizio il Rinascimento inglese, è la poesia di John Donne e degli altri poeti “metafisici”, così definiti da John Dryden, che criticava il modo cerebrale e manieristico con cui nella loro poesia venivano espressi i sentimenti. In realtà, la poesia metafisica è una singolare mescolanza di passione e pensiero, di sentimento e raziocinio, in cui l’arguzia e il concettismo non sono freddi artifici ma complessi modi per esprimere le emozioni. Singolare è l’uso di un linguaggio figurato fondato in prevalenza sul nuovo sapere scientifico e su artifici che rivelano l’emergere di una nuova sensibilità. Questo elaboratissimo stile venne usato nella poesia amorosa (John Donne e Andrew Marvell), ma il suo lirismo si rivelò adatto anche alla manifestazione del sentimento e dell’emozione religiosa (George Herbert, Henry Vaughan e Richard Crashaw).
Nel tardo Rinascimento si sviluppò un diverso orientamento poetico in reazione all’opulenta sensualità degli spenseriani e alla tortuosa articolazione concettuale dei metafisici. Rappresentato dalla scuola di Ben Jonson e caratterizzato dal rispetto dei canoni classici oltre che da uno stile sobrio ed equilibrato, questo orientamento diede vita a una tendenza che, ripresa da Robert Herrick e dai Cavalier Poets (“poeti cavalieri”), sarebbe stata sviluppata nel successivo periodo neoclassico.
L’ultimo grande poeta del Rinascimento inglese fu il puritano John Milton, che nella sua opera cercò di coniugare, come già aveva fatto Spenser, la ricca eredità culturale del mondo classico con i principi religiosi della Riforma protestante. Milton, come Spenser, concepiva il poeta come grande precettore dell’umanità, ma rifiutava l’apparato fantastico della mitologia classica o dell’epica medievale, preferendo invece i temi legati alla tradizione biblica e cristiana. Nel suo celebre poema Paradiso perduto (1667) narrò con linguaggio sofisticato, solenne e immaginoso gli inganni di Satana, il peccato e la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, con lo scopo di illustrare le fondamentali nozioni cristiane di libertà, peccato e redenzione.
John Milton
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