Il piacere del bello
Che ci rimane
oltre la pelle,
oltre quella veste
che copre l’anima,
una storia imbelle,
le tante storie,
spettral disanima
di quella vita ch’è dura da scavare
Tra tante, la moltitudine
schierata come soldatini,
formiche umane sull’incudine
di bruti e di aguzzini
sembianze, dai contorni sfilacciati
ombre, dai tanti profili attorcigliati
di anime disposte al tempo
per farsi macerare…
Nulla è eterno
tutto riconduce all’origine
vuoto pieno
pieno vuoto
nell’impalpabile velato andare
tutto si annulla e tutto si riconduce
di questo andare truce
il bello che ci segna…
son le emozioni!
mp47pasquino
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Beh, Pasqui’ consoliamoci col comporre poesie. Esse sono eterne,”vivono” per sempre e con loro chi le ha prodotte.
Ho scritto questa opera dopo aver letto su Fb un articolo che parlava di un vecchio (poi morto in un ospedale Australiano) trovarono tra le sue cose una poesia che mi ha profondamente scosso, spero solo di aver a mia volta scritto qualcosa di sensato…
Sui morti in Australia o sulla poesia?
Tutto è trasformazione: nulla è eterno. Vita e morte fanno parte di un processo di trasformazione, di cui noi non vediamo né l’inizio né la fine.Un processo che spaventa quasi tutti.
Le riflessioni sollevate da questo testo sono immani, Pasqui.
X Redazione, ho spedito l’articolo a Cristina…cioè che trattava l’argomento che ha ispirato la mia opera…