Storia della letteratura inglese

Con il termine letteratura inglese si indica l’insieme di quelle attività indirizzate alla produzione di testi scritti, in poesia o in prosa, proprie delle nazioni anglofone. Rientrano in questa definizione la letteratura propriamente inglese o britannica, del Regno Unito, e la letteratura degli Stati Uniti e del resto del Commonwealth.
Nel V secolo d.C., gli Angli, i Sassoni e gli Iuti, tribù teutoniche, invasero l’ex colonia romana della Britannia, abbandonata da Roma dopo la caduta dell’impero, e vi si insediarono.
Ciò che rimane sono circa 30.000 versi, è contenuto in quattro manoscritti, uno dei quali è conservato in Italia, a Vercelli.
In questi versi è evidente il compromesso tra valori pagani e valori cristiani. Il carattere epico delle saghe germaniche cantate dai menestrelli a celebrazione degli eroi si stempera infatti in un tono elegiaco più consono alla morale cristiana, anche se la caratteristica nota di cupa malinconia scaturisce principalmente dal senso, del tutto pagano, dell’incombere del fato sulla vita umana.
L’opera più famosa è Beowulf, un poema epico di ambientazione scandinava in cui l’eroe, appartenente al popolo dei Goti, uccide il mostro Grendel e sua madre che opprimono la Danimarca.
La conquista del Paese da parte dei Normanni nel 1066 provocò fondamentali cambiamenti non solo dal punto di vista sociale e politico, ma anche da quello linguistico e letterario.
Un’opera narrativa importante fu scritta nel 1147 in latino dal vescovo Goffredo di Monmouth: la Historia Regum Britanniae in cui sono narrate le leggende celtiche di re Artù, personaggio che divenne poi l’incarnazone del perfetto cavaliere cristiano feudale.
Il libro di Goffredo di Monmouth, fu tradotto in francese nel 1155 dal normanno Wace e solo nel 1205 apparve in versione inglese a opera di Laymon.
La poesia lirica del Duecento segue i modelli francesi, il verso allitterativo e il tono cupo dei poemi anglosassoni lasciano il posto alla rima e a una ambientazione più luminosa, come appare nel Canto del cuculo di autore anonimo. Due importanti autori del XIV secolo sono William Langland (1332-1400) e John Wyclif (c. 1324-1384).
I letterati di corte del XV secolo non produssero nessuna opera particolarmente importante; il loro scarso genio può essere spiegato dalla crisi attraversata dalla classe dominante a causa del protrarsi di quella con la Francia e di quella interna per la successione al trono, la guerra delle Due rose.
Gli inizi del rinascimento coincisero con il regno di Enrico VIII (1509-1547) e il periodo di massimo splendore si ebbe con Elisabetta I (1558-1603) e Giacomo I (1603-1625).
Gli effetti dell’umanesimo italiano si fece sentire con la fondazione di numerose scuole dedite allo studio dei classici e con la traduzione di importanti opere greche, latine, italiane e francesi che ebbero grande influenza sulla produzione letteraria
La sconfitta dell’Invincibile Armata spagnola del 1588 e l’inizio dei viaggi nelle americhe spiegano il senso e l’esaltazione del modello di vita inglese presenti in molte opere.
Un genere letterario molto importante fu la poesia di corte, fiorita soprattutto durante il regno di ElisabettaI che,sotto l’influenza di modelli italiani, era composta da sonetti, canzoni e madrigali.
Furono Thomas Wyatt (1503-1542) e Henry Howard Earl of Surrey (c. 1517-1547) che introdussero il sonetto petrarchesco, poi modificato secondo un nuovo modello definito elisabettiano o shakespeariano, e il blank verse, un metro senza rima ispirato all’endecasillabo sciolto italiano, che ebbe grande diffusione nella poesia epica e nel dramma.
Il maggior rappresentante di questa nuova tendenza fu John Donne (1573-1631) il cui stile venne definito metafisico.
In quel periodo, il maggior autore del teatro rinascimentale fu William Shakespeare (1564-1616), il quale produsse 14 commedie, tra cui Sogno di una notte di mezza estate e Il mercante di Venezia; 10 drammi storici, tra cui Enrico IV; 13 tragedie che includono i massimi capolavori: Amleto, Otello, Re Lear, Macbeth.
I drammaturghi che ebbero un grande successo nel periodo precedente all’affermazione di Shakespeare sono definiti con l’appellativo di university wits: essi avevano infatti cultura universitaria e seppero fondere la tradizione popolare con i modelli classici proposti dall’umanesimo.
Il Seicento è il secolo degli sviluppi costituzionali che limitano il potere della monarchia i quali, attraverso un regicidio e due rivoluzioni, gettano le basi dell’Inghilterra moderna, protestante e democratica
I due maggiori scrittori furono di fede puritana: John Milton (1608-1674) per la poesia e John Bunyan (1628-1688) per la prosa.
Il primo, che assunse importanti cariche politiche durante il periodo di Cromwell, scrisse due poemi epici, Il Paradiso perduto (1667), nonchè il dramma Sansone agonista (1671), modellato sull’esempio della tragedia greca
Dopo la morte di Cromwell fu restaurata la monarchia con il ritorno dalla Francia di Carlo II.
La figura dominante divenne John Dryden (1631-1700). Poeta di notevole maestria, egli fece del distico eroico uno strumento di grande efficacia satirica e avviò il linguaggio poetico alle convenzioni della poetic diction che trionferà nel secolo successivo
La Rivoluzione del 1688, con la quale il re Giacomo II fu sostituito con Guglielmo D’Orange, segnò un’importante tappa nel processo democratico e nel consolidamento del potere del parlamento in naugurando l’Illuminismo,durante la quale trionfò in ogni sfera della vita intellettuale la tendenza razionalistica.
La prima metà del XVIII secolo fu dominata dalla figura di Alexander Pope (1688-1744),il primo artista indipendente dal patrocinio della nobiltà che segnò la nascita della scrittura come libera professione.
La sua poesia, assolutamente priva di emozione lirica fu essenzialmente satirica, divennne mezzo espressivo di concetti morali, filosofici e letterari.
Di lui ricordiamo Il ricciolo rapito (1714), tragicomica satira di costume in cui la poetic diction e il distico eroico raggiungono i pi alti livelli di eloquenza.
Lo spirito satirico dell’epoca trova la sua espressione più sferzante nella prosa di Jonathan Swift (1667-1745) che scrisse I viaggi di Gulliver (1726).
Nel Settecento nasce il giornalismo con la fondazione da parte di Daniel Defoe (1661-1731) della rivista The review; Richard Steele (1672-1729) e Joseph Addison, il cui scopo non era solo di informazione politica ma anche di formazione morale.
Daniel Defoe, un esponente della classe mercantile puritana, è considerato il primo romanziere moderno. Il protagonista del suo capolavoro, Robinson Crusoe (1719), è un naufrago che con tenace volontà, sempre sostenuta dalla fede religiosa, riesce a sopravvivere in un’isola deserta adattandosi a condizioni di vita primitive, modificando l’ambiente circostante
I romanzi di Samuel Richardson (1689-1761), Pamela (1740) e Clarissa (1748), trattano il tema sentimentale e della virtù insidiata ma costituiscono anche convincenti ritratti di personaggi studiati con sottile maestria psicologica
Lawrence Sterne (1713-1768) è il più atipico dei grandi romanzieri settecenteschi.La tecnica narrativa di Sterne sembra precorrere il flusso di coscienza del grande romanzo sperimentale del Novecento. Il letterato più influente della seconda metà del secolo è Samuel Johnson (1709-1784), abile organizzatore della vita culturale del periodo nonchè autore del primo dizionario della lingua inglese.
Al 1750 risale infatti l’Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray (1716-1771) che fu l’espressione più notevole della cosiddetta poesia sepolcrale.
I primi due grandi poeti romantici, sono lo scozzese Robert Burns (1759-1796) e William Blake (1757-1827), entrambi artisti di valenza rivoluzionaria
Importante fu anche l’influenza delle correnti filosofiche tedesche nella letteratura anglosassone, principalmente dell’idealismo che fu introdotto in Inghilterra da Samuel Taylor Coleridge (1772-1834), e William Wordsworth (1770-1850), della prima generazione romantica.
L’influenza delle correnti filosofiche tedesche, principalmente dell’idealismo che fu introdotta in Inghilterra da Samuel Taylor Coleridge (1772-1834), e William Wordsworth (1770-1850). I due artisti pubblicarono insieme nel 1798 le Ballate liriche, raccolta che segnò l’inizio ufficiale del romanticismo letterario
Gli artisti della seconda generazione romantica,furono George Gordon Lord Byron (1788-1824), Percy Bysshe Shelley (1792-1822) e John Keats (1795-1821), attratti com’erano dai movimenti rivoluzionari in atto in Europa non abdicarno mai alle idee rivoluzionarie ma restarono coerenti al loro radicalismo politico.
Byron creò la figura di un eroe fatale che si ribella alle convenzioni sociali. Fu però romantico solo nei comportamenti, poichè le sue opere migliori, tra cui il capolavoro Don Giovanni (1819-1824), si ricollegano alla tradizione satirica e umoristica del Settecento e della restaurazione.
Nel periodo romantico nasce il romanzo storico, il cui fondatore fu lo scozzese Walter Scott (1771-1832). Un’altra esponente della narrativa del periodo fu Jane Austen (1775-1817) che dipinse con precisione e umorismo la vita della classe medio-alta di provincia.
Durante il lungo regno della regina Vittoria (1837-1901) la Gran Bretagna divenne una ricca potenza industriale e coloniale.
Il principale prodotto letterario del periodo è il romanzo sociale di cui fu maestro Charles Dickens (1812-1870) che pubblicò a puntate numerosi testi, tra cui David Copperfield(1849-50).
Tipico rappresentante di quel periodo fu William Makepeace Thackeray (1811-1863), autore del romanzo La fiera delle vanità (1848) che dipinge la vita dei ceti benestanti mettendone in evidenza l’ipocrisia, senza mai però sfidare davvero le convenzioni vittoriane.
Le sorelle Charlotte (1816-1855) ed Emily Brontè (1818-1848) appaiono come le continuatrici più originali dello spirito romantico. Soprattutto Emily nel suo appassionato romanzo Cime tempestose (1847) rivela grande creatività poetica e suscita intensa emozione.
Tra i saggisti ricordiamo gli storici Thomas Babington Macauley (1800-1859) e Thomas Carlyle (1795-1881), nonchè lo storico dell’arte John Ruskin (1819-1900)
Negli ultimi decenni dell’Ottocento la fiducia negli ideali di progresso del positivismo e nella morale vittoriana entrò definitivamente in crisi dando vita all’età del decadentismo, annunciata, oltre che dai preraffaelliti, dalla poesia di Algernon Charles Swinburne (1837-1909) che suscitò scalpore per la sua sensualità e introdusse i modelli del simbolismo francese. Walter Pater (1839-1894) fu il teorico della tendenza estetizzante mentre l’artista più significativo fu Oscar Wilde (1856-1900) che espresse nel romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1890) e nella commedia Salomè (1891) La sua concezione dell’arte per l’arte e della vita come opera d’arte.
John Galsworthy (1867-1933) si ispirò al romanzo naturalista francese e nel ciclo La saga dei Forsyte (1906-1921), seguì l’evoluzione nel tempo di una ricca famiglia dell’alta borghesia vittoriana. Edward Morgan Forster (1879-1970), intellettuale del gruppo di Bloomsbury, incentrò i suoi romanzi sulle deformazioni che i pregiudizi e le convenzioni sociali operano nella libera espressione dei sentimenti e delle relazioni umane.
Nel novecento,si ebbe un radicale rinnovamento sia nel romanzo che nella poesia attraverso la sperimentazione di modalità espressive del tutto nuove, a cui fu dato il nome di modernismo.
Importante per l’innovazione della narrativa fu la ricerca in campo psicologico di Freud, la cui influenza è evidente nelle opere di David H. Lawrence (1885-1930) che esplorano il contrasto tra istinti e ragioni e affrontano il tema del sesso.
Virginia Woolf (1882-1941) con i suoi romanzi, La signora Dalloway (1925), Gita al faro (1927), Le onde (1931), da vita ad una prosa di intensa qualità lirica.
Ricordiamo inoltre Dorothy Richardson (1873-1952) e Katherine Mansfield (1888-1923), autrice di alcuni dei più bei racconti in lingua inglese.
Il linguaggio poetico fu radicalmente innovato da Thomas Stearns Eliot (1888-1965), americano di nascita ma inglese di elezione, con la pubblicazione nel 1922 del poemetto La terra desolata dedicato al connazionale Ezra Pound (1885-1972), grande sperimentatore della scrittura in versi.
L’opera costituisce la metafora più espressiva dell’epoca moderna, priva di spiritualità e tormentata dalla solitudine e dall’ansia
La narrativa del periodo annovera il contributo di scrittori quali Somerset Maugham (1874-1965), Evelyn Waugh (1903-1966) e Graham Greene (1904-1991).
Le opere più originali sono i romanzi fantascientifici di Aldous Huxley (1894-1963), tra cui Il mondo nuovo (1932), e di George Orwell (1903-1950), La fattoria degli animali (1945) e 1984 (1948), cupe prefigurazioni di un incombente futuro in cui la creatività e la libertà sono negate.
La scena poetica è animata dal Movimento di Oxford che include Wystan Hugh Auden (1907-1973), Steven Spender (1909-1995), Cecil Day Lewis (1904-1972) e Louis McNeice (1907-1963). Marx e Freud, le tecniche simboliste di Eliot e Yeats,il lessico colloquiale e le immagini prese dal mondo industriale stanno alla base della loro poesia
Allo stesso periodo risalgono le opere del gallese Dylan Thomas (1914-1953), di grande originalità e potenza visionaria, in cui si avverte l’eco della tradizione celtica.
Negli anni Cinquanta e Sessanta le figure poetiche di maggior spicco furono Ted Hughes (1930) e sua moglie, l’americana Sylvia Plath (1932-1963).
Il primo tratta il tema del violento rapporto tra l’uomo e la natura con interessanti innovazioni stilistiche tendenti a creare la sensazione dell’energia e della tensione.
La seconda esprime in chiave femminista le dolorose tematiche della pazzia e del suicidio per le quali sa scegliere le metafore e le cadenze metriche pi espressive.
Le scrittrici che animano la scena letteraria della seconda metà del Novecento sono Doris Lessing (1919), Iris Murdoch (1919-1999), Muriel Spark (1918), Margaret Drabble (1939), Angela Carter (1940-1992), Antonia Byatt (1936), per citare le più famose.
Durante gli anni Sessanta anche negli scrittori inglesi è evidente la tendenza al rinnovamento e alla reinterpretazione delle strutture narrative.
John Fowles (1926) per esempio, autore di La donna del tenente francese (1963), dà un impianto realista al suo libro, ma nel contempo mette ironicamente in parodia le convenzioni del naturalismo vittoriano, epoca in cui il romanzo è ambientato. Bruce Chatwin (1940-1989), giornalista e studioso di archeologia, raccontò i suoi viaggi in giro per il mondo
Molti dei più interessanti scrittori in lingua inglese del momento vivono in Gran Bretagna ma provengono da altri paesi, in particolare aree postcoloniali; tra loro ricordiamo il nigeriano Ben Okri (1959), il giapponese Kazuo Ishiguro (1954) e l’indiano Salman Rushdie (1947).
Tra i molti, ricordiamo Hanif Kureishi, scrittore e cineasta anglo-pakistano, nato a Londra nel 1954. Considerato uno dei migliori artisti della giovane letteratura inglese, il suo romanzo d’esordio è stato Il Buddha delle periferie (The Buddha of Suburbia, 1990) che, ambientato negli anni Settanta, narra la storia di un giovane pakistano in cerca di fortuna.
Tra le giovani promesse del nuovo millennio vale la pena ricordare l’anglo-giamaicana Zadie Smith (1976), che nel 2001 è stata considerata un caso editoriale con il suo romanzo desordio Denti bianchi (White teeth), in cui racconta in forma a volte comica e a volte grottesca leterno scontro culturale e generazionale, fondendo insieme i mille ambienti e atmosfere di una Londra multietnica, con un linguaggio fresco e giovanile.
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