Poesia confessionale e beat
La poesia confessionale è un genere di poesia sviluppatosi negli Stati Uniti negli anni cinquanta e sessanta.
I poeti definiti confessionalisti si ispirano al vissuto personale. Esso costituisce il loro principale centro di esplorazione, e spesso i loro traumi sono usati come fonte di intensità per i loro testi.
Due rappresentanti di rilievo sono state Sylvia Plath e Anne Sexton. Anche buona parte delle opere di John Berryman sono considerate aderenti a questa corrente, della quale il maestro riconosciuto è Robert Lowell.
Da loro discende l’ arte del monologo drammatico a cui ha ridato lustro la poetessa di colore Ai (Florence Anthony), una delle novita’ piu’ salienti degli anni Ottanta.
Attraverso un primo libro in cui allineava le voci epigrammatiche, violente e dirette, di prostitute, piscotiche, vittime di stupro, e casalinghe frustrate, e’ giunta ai soliloqui piu’ estesi di “Killing Floor”, che esplorano gli stati mentali alterati di personaggi come Trotsky e Aguirre.
In “Sin”(86) la folla dei suoi ego ha assunto sembianze dantesche: la memoria li bracca senza pieta’, reiterando all’ infinito il loro peccato.
Inoltre si trova un evidente legame col confessionalismo nelle opere dei poeti della Beat generation degli anni cinquanta e sessanta, particolarmente Allen Ginsberg.
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