Poesie olocausto


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I bambini di Terezin

Posted by on gen 27, 2013 in Poesia Olocausto, Poesia sociale | 1 comment

Dipinti su ali di farfalle

in alto si elevano i

” sogni di libertà “,

dai fogli sdruciti

scavalcando barriere volano

sulle nuvole trasportate dal vento,

raccontano al mondo la storia

dei bambini nei campi di filo spinato,

delle mani sporche di terra

che dalla terra cercano pace,

degli occhi puliti d’innocenza

che dagli occhi cercano amore.

 

La pioggia si mischia

alle amare lacrime che

in loro scioglie il dolore

e scorre fluente nel fiume d’umanità

( umiliata ed annientata )

facendo riaffiorare la speranza,

ripulendo le coscienze incrostate

dall’odio e dalla violenza.

 

Nei campi v’è odore di morte…

 

Nei campi è già primavera,

spuntano  timidi fiori

e variopinte farfalle in volo

trasportano sogni e desideri,

speranze di sopravvivere ancora

un’ora o un giorno

immaginando il proprio futuro!

A.G. 2013

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‘Quattro’ numeri sulla pelle

Posted by on gen 27, 2012 in Poesia Olocausto | 0 comments

Niente stelle lassù nel cielo,
si sono fatte traditrici,
hanno mostrato il loro vero volto …
Stoffa gialla cucita sul petto
per il distinguo di uomo o bestia;
bestia che trascina il giogo su strada ferrata,
per lo zoccolo di quel cavallo
di freddo acciaio che corre e sbuffa
e, sulla groppa, ben legato, il suo bottino.
Carne da macello marchiata a fuoco,
“quattro” numeri sulla pelle e non sei più fratello.
Filo spinato tutto intorno:
schiena curva, testa china …
E’ pesante il cielo sulle spalle ed affonda il passo;
pelle ed ossa a fatica stanno in piedi
e domani forse chissà? … Si andrà in quel luogo
da dove nessuno ha fatto più ritorno.
Solo fetore nei camini
e fumo nero … a sporcare il cielo.

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Una tomba migliore

Posted by on gen 27, 2012 in Poesia Olocausto, Poesie drammatiche | 0 comments

Olocausto
Porti infiniti
Clandestini
eccessi di nulla
Libere scelte di percezione
Odore di sangue
Armi puntate alla testa
Giocattoli per adulti
invisibili e nudi
Ricordi d’infanzia
Attimi di libertà
Odora di sangue la strada
e d’altro
e d’altre lacrime
Pubblicità
Occhi soltanto socchiusi
Morire sotto le insegne di vite di altri
e notti disperate
e notti sprecate a morire
E a cercare una tomba migliore

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Auschwitz: Una ferita che non si rimargina

Posted by on gen 27, 2012 in Poesia e sillogi, Poesia Olocausto | 0 comments

I l Mondo e la Storia non possono dimenticare
L o sterminio di Auschwitz, ovvero il più crudele

G enocidio tramite lo Zyklon B, gas con il quale gli
I nternati dei vari campi, venivano uccisi dentro all’
O bitorio del forno crematorio n° 1 ! Quei terribili
R oghi, accesi ininterrottamente, giorno e notte,
N ei quali venivano arsi vivi: ebrei, russi, polacchi e zingari.
O dio, vendetta, sopraffazione, avidità di conquista,

D avanti a questa immane assurdità, tutti noi dobbiamo
E levare il più profondo disgusto e disapprovazione,
L iberi di esprimere il più cosciente giudizio contro
L a malvagità e le riprovevoli azioni disumane !
A RBEIT MACHT FREI (Il lavoro rende liberi):

M essaggio di benvenuto posto all’ingresso dei campi
E mai, e poi mai, fu scritta un’idiozia tanto ignobile !
M orirono in questo lager, 1.100.000 innocenti deportati !
O ra, di questa triste e orrenda pagina di Storia, sono
R imasti quei luoghi a testimoniare, in modo comprovato e
I mperituro, la ferocia dell’uomo contro vittime innocenti !
A RBEITSLAGER: immensa croce nera nel cielo di Auschwitz !!!
.
NOI NON POSSIAMO … E NON DOBBIAMO … MAI DIMENTICARE !!!
.
SERGIO GARBELLINI
.

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Assenza

Posted by on gen 27, 2012 in Poesia Olocausto, Poesia sociale | 0 comments

 

Affilate lame
tagliano fette di cielo.

Bianchi volti
verso il muro rivolti.

Cieli di carta
senza più l’immenso.

Eco di voci che urlano…
ginocchia piegate
gente che piange e prega.

Versi senza parole.

Tempo senza
più battito e fremito
d’ali.

Bugiarda e silente
storia….
che sfoglia le pagine mute.

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Uomo…. che ti ho fatto?

Posted by on gen 26, 2012 in Poesia e sillogi, Poesia Olocausto, Poesie drammatiche | 0 comments

 

(in ricordo dello sterminio degli ebrei)

Cosa ti ho fatto Uomo… Dimmi?

Affinché possa comprendere
la tua Rabbia…
Il tuo Odio su di me

Tu… che affondi le atroci
parole Infami, come lama tagliente
dentro questo mio cuore
Tu… che dilani la mia pelle
con il tuo odio.
Tu… che prendi la mia vita
senza un perchè

Dimmi Uomo…
Cosa ti ha fatto quella donna
per accanirti su di lei
e sui suoi figli?
E quei piccoli innocenti,
che ti hanno fatto?

Io non so… non capisco
nemmeno ti conosco…

Mi uccidi senza colpa
mi sputi addosso,

come un agnello

mi conduci al macello,

mentre Rabbia e Odio affondi
sulla mia debole carne

Vedi questo mio corpo?
nudo… solo ossa
e poi…solo cenere.

Uomo… che ti ho fatto?
non hai un Dio?
non hai una donna, dei figli?
non pensi mai
che qualcuno possa fargli del male?

UOMO…
un giorno anche tu morirai
e allora… cosa dirai?
quali scuse cercherai per salvarti
dal giusto giudizio di DIO..

Anche tu sentirai
il fuoco sulla pelle
e allora forse capirai
ma non avrai più scampo..

Nemmeno io potrò salvarti
da quel tormento

Io Risorgerò con Dio
ma il tuo morire…
Sarà Eterno.

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Per non dimenticare…

Posted by on gen 25, 2012 in Poesia e sillogi, Poesia Olocausto | 1 comment

Oltrepasso, non so come,questo recinto indescrivibile di barbarie umane.
Vedo i brandelli di cio’ che resta di un uomo
impligliati nella rete di ferro spinato.
Le sue mani sono li’,ormai immobili e scheletrite,
arrese a quell’inutile fuga.
Il mio sguardo terrificato si spinge oltre: osserva quel trascinarsi di orme sulla neve.
Quante di esse faranno ritorno sul giaciglio di melma?
quanto di esse vivranno ancora domani?Mi prendo il viso tra le mani mentre
un brivido gelido
mi percorre il cuore.
Vorrei chiudere gli occhi
ma un ricciolo d’oro cattura di nuovo il mio sguardo.
E poi piu’in la’ un altro
e poi un altro
e un altro ancora…..Un urlo disperato di donna
squarcia il silenzio aggiacciante,
seguito da un labile pianto di bimbo.
Non ho il tempo di pensare: sento chiudersi pesantemente un portone
e subito dopo spandersi nell’aria
un odore acre e insopportabile di …vuoto, di niente.
Una nube scura
rende ancora piu’ tetro
questo calar della notte e
annienta le gocce di pianto dal cielo.
Ma la mia goccia no.
E’ li’, ancora sul mio viso …per non dimenticare
che quelle orme, sono ora, petali di rosa sulla neve.

Miria 25 /01/2012

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Shoah – di A.Conserva

Posted by on gen 25, 2012 in Autori Ospiti, Poesia e sillogi, Poesia Olocausto, Poesie drammatiche | 0 comments

 

La morte si distende
al fianco della differenza
è intollerante nel nascondere la follia,
non potendo spiegare
l’avvincente pazzia del lager
nella sala d’attesa della morte
da bui olocausti.
Fissa l’appuntamento alla storia,
nel deportare le coscienze
nella brezza di fumo cinereo…
di coltre plumbeo…
greve d’epiteto elargitore
che disperde asfissianti
deploranti lamenti…
empirebbero suppliche
in geremiadi soffocate da grida…
urla disperse… nell’ardere la vita
in pluvio liquefatto corpo

By: Antonio Conserva

Poesia Edita © 2004

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Sopravissuto- di A.Conserva

Posted by on gen 25, 2012 in Autori Ospiti, Poesia e sillogi, Poesia Olocausto, Poesie drammatiche | 0 comments

SOPRAVVISSUTO

Ora sei due, due volte nato
meno una volta morto
sei nato, morto, rinato
Nell’inquietudine
sulla tua lapide si leggerà
DEPORTATO
Ora sei nato, morto, rinato

 

By: Antonio Conserva

 maggio 2011

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Giorni nella memoria

Posted by on gen 25, 2012 in Aforismi, Poesia Olocausto | 0 comments

 

Dei giorni che furono sorte abnorme del male resta memoria di coscienza che ammutolisce ancora d’orrore quando si pone nel ricordo di quel tempo costruito senza umanità e giustizia.

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Senza l'esperienza e una buona dose di umiltà, la scrittura -sia in prosa che in poesia- rimane puro estetismo. Senza essersi fatti le ossa attraverso uno «studio matto e disperatissimo» non si raggiungerà mai la capacità di dare un fondamento logico al linguaggio idoneo ad ogni situazione. L'adagio che afferma come «non si nasca imparati» ha questo sapore.

La redazione

Ciò che il pubblico critica in voi, coltivatelo. Quello, siete voi.

Jean Cocteau

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