Siamo un sito letterario ricco di testi e contenuti, che permette a chiunque di scrivere e pubblicare,poesie,racconti,aforismi,gratuitamente.
Enter your contact text

 La finzione dell'io. Erosioni, ricostruzioni e simulazioni di un paradigma della poesia moderna da Soffici a Sanguineti

Ovvero, cos’è  la scrittura creativa?

“La scrittura, in realtà, matura lenta, ignara, e in tempi lunghissimi… E mentre la scrittura matura, si deve continuare a crederci, crederci, pur sapendo che forse non riuscirà mai ad essere grande. Solo passabile? Carina? Almeno pubblicabile? Chi scrive non deve porsi domande. La sua forza, come per ogni altra forma d’arte, sta nella capacità di correre questo rischio mortale”.

(Lalla Romano).

Della Scrittura creativa fanno parte i racconti e romanzi, fiabe, gialli, storie di fantasmi, fantascienza, teatro, poesia, ecc.
Essa insegna attraverso diverse tecniche, come scrivere correttamente un qualsivoglia  testo letterario.

Es: per scrivere correttamente un racconto ( ma sopratutto sia “comprensibile” a tutti) bisogna seguire certe regole, che non sono le stesse “utilizzabili” in una poesia.

Lo scrittore creativo, dal primo istante in cui concepisce una storia fino a quando ne scrive la scena finale, deve far uso di tutti e cinque i sensi poiché l’immaginazione creativa viene alimentata dalla capacità di tradurre la realtà in modo inedito, e dall’abilità di usare la fantasia per rielaborare in modo originale le conoscenze acquisite con precedenti esperienze dirette o indirette (ad esempio di lettura)

 La finzione dell'io. Erosioni, ricostruzioni e simulazioni di un paradigma della poesia moderna da Soffici a Sanguineti

 

 Stile, tecnica, trama

  • Lo stile da solo non è nulla. È un mezzo di investigazione. Deve farsi dimenticare, come si dimentica quando leggiamo Stendhal o Balzac- Max Gallo, Dictionnaire des écrivais contemporains de langue française par eux-mêmes a cura di: Jérôme Garcin
  • Secondo me la trama, una linea narrativa, è molto importante. sia che scriva poesia oppure prosa, cerco sempre di raccontare una storia.-Raymond Carver Il Mestiere di scrivere
  • Ci sono scrittori che di talento ne hanno tanto; non conosco scrittori che non ne abbiano. Ma un modo di vedere le cose originale e preciso e l’abilità di trovare il contesto giusto per esprimerlo, sono un’altra cosa.-Raymond Carver Il Mestiere di scrivere
  • Ho cominciato a scrivere a ventidue anni e avevo intenzione di smettere prima dei sessanta per poi esaminare me stesso: quale vita ho avuto? Che tipo di persona sono stato? Che genere di scrittore? Ho smesso alcuni anni fa, a cinquantotto, e ora leggo molto e penso a queste cose.-Kenzaburo Oe (Nobel 1994)
  • Non era il periodo più propizio per avventurarmi in un secondo romanzo mentre ero impantanato nel primo e avevo tentato con o senza fortuna altre forme di finzione, ma quella sera io stesso me lo imposi come un impegno di guerra: scriverlo o morire. O come Rilke aveva detto: «Se crede di essere capace di vivere senza scrivere, non scriva.» Gabriel García Márquez (Nobel 1982) nel libro Vivere per raccontarla
  • Il mio metodo di allora era diverso da quello che adottai in seguito da scrittore professionista. Scrivevo solo con gli indici – come continuo a fare – però non stracciavo ogni paragrafo finché non era a posto – come adesso – ma riversavo tutto quanto in forma bruta avevo dentro di me. Gabriel García Márquez (Nobel 1982) nel libro Vivere per raccontarla
  • Temeva […] di non riuscire più a scrivere […] cercava di riprodurre sempre le condizioni in cui era nato il primo romanzo. Ecco allora un rituale fatto di matite particolari, di tende tirate, di sveglie alle cinque di mattino, di whisky e di tè. […] Un capitolo al giorno per otto giorni. E dopo un breve riposo, tre giorni per le correzioni.-Articolo di Repubblica del 22/1/2003 su Georges Simenon
  • Dimenticavo di dirLe che, per scrivere, bisogna avere qualche cosa da scrivere.Primo Levi, L’altrui mestiere

 La finzione dell'io. Erosioni, ricostruzioni e simulazioni di un paradigma della poesia moderna da Soffici a Sanguineti

Si può imparare a scrivere poesia?

Scrive *Plino Perilli: Dolce utopia, scommessa fra il cielo e il cuore ! Un confine sensibile che certo non è facile spiegare, varcare – e la tecnica chiede aiuto all’emozione, l’inspirazione al metodo, la pazienza più riflessiva all’istinto immaginativo…

Si dice in realtà che poeti si nasca, per qualità sorgive, talento connaturato, DNA implicito della fantasia, predisposizione all’arte e all’uso nobile della Parola.

Si capisce, è vero. Ma vero è anche il contrario: cioè, che la letteratura tutta, e in particolare la forma – poesia, è frutto inesausto e dedito d’un continuo, felice sforzo linguistico, esercizio espressivo, insomma, d’una privilegiata dialettica della Forma, e formalizzazione del Contenuto.

Riuscire con le parole giuste a cogliere, fermare e restituire ad ogni lettore il bagaglio emotivo che riguarda tutti, il corredo universale delle sensazioni, il messaggio amplissimo che dalla realtà nasce e alla realtà torna, ammonendola di sempre nuove rifrangenze sensibili, arricchendola di variegati echi interiori. Ecco l’unico, manifesto segreto del far poesia… Dunque, applicazione, metodo, esercizio.

Perché possono perfettamente fondersi ed eccellere le tre simultanee qualità e sorgenti d’ogni profondo e motivato sentire poetico, che è insieme e al contempo frutto della Mente, dello Stile e del Cuore. Da solo, lo stile non fa poesia; come non lo fa il cuore, né il pur prezioso lavorio o artificio della mente può surrogarla, evocarla.

Pensare, Sentire, de-scrivere: ecco invece i tre verbi, cioè le tre operazioni creative principali che sovrintendono e garantiscono la scrittura, la pratica della resa, diciamo, sensitivo – lessicale .

E allora, a scrivere s’insegna, e lo si impara eccome! – cominciando con una lieta e spesso fascinosa immersione nel mare magnum della lirica d’ogni tempo e paese, che per la stessa gioia amorosa, il medesimo acuminato dolore, o entusiasmo o la pena d’autocoscienza e progresso civile, ha animato nei millenni, nei secoli, i poeti a cantare tutta la scala ascendente o discendente del sentimento, utilizzare l’intera tavolozza dei toni e delle sfumature, argomentare tutti i teoremi o le metafore o le invocazioni che appartengono e nutrono il cosiddetto pathos, che è poi il grande percorso e disegno, progetto e ricordo, il punto d’arrivo e la reciproca partenza con cui e da cui la mente raggiunge il cuore, o viceversa, partendo dallo stile.

 

Componenti della scrittura creativa

  • l’ispirazione creativa: lo spunto può essere colto dalla realtà presente o passata, dalla storia o da un evento immaginario; ma l’ispirazione può derivare anche da un sogno, da un film, ecc
  • linguaggio e stile: la terminologia adottata costituisce un potente mezzo di comunicazione: l’uso di similitudini e metafore contribuisce ad arricchire la narrazione di eleganza così come gli elementi denotativi e connotativi delle parole aggiungono stile ed efficacia alla narrazione stessa. Lo stile è inoltre fondamentale per rendere vivido il racconto stesso, carattertistica centrale della narrativa, che non significa realismo ma una buona percezione da parte del lettore delle scene e dei fatti descritti. La parola quindi, costituita dagli aggettivi, avverbi, nomi e preposizioni è la vera padrona di casa di tutto il tessuto narrativo.
  • personaggi e l’ambiente: l’intreccio fondamentale della storia nasce dall’interazione dei vari personaggi all’interno dell’ambiente narrato; esistono opinioni diverse in merito all’ordine in cui nascono i personaggi e l’ambiente.Alcuni scrittori sostengono che la storia abbia origine da un contesto all’interno del quale debbano essere dipinti e narrati i personaggi, altri scrittori invece sostengono che viceversa i personaggi con le loro peculiarità e caratteristiche comporranno e sveleranno lo sfondo e l’ambiente in cui essi stessi si muoveranno. I personaggi rappresentano un vero veicolo liberatore di creatività: essi vengono concepiti, modificati, caratterizzati e rimangono all’interno della mente dello scrittore fino a quando non sono veramente reali e pronti per essere inseriti e calati nella storia.
  • spazi e luoghi: delimitano l’habitat all’interno del quale si muovono i personaggi e si sviluppa la trama; possono essere reali o di fantasia, ricchi di dettagli e con riferimenti a luoghi e paesi ben precisi oppure più generici e meno particolareggiati. La scelta di fornire o omettere questi elementi risponde all’intento dello scrittore di creare le condizioni perché il lettore si immedesimi nella storia stessa oppure la completi con elementi tratti dalla propria soggettività.
  • la conflittualità/tensione: è un elemento determinante per catturare l’attenzione del lettore ed è sempre stata una fonte preziosa di interesse che ha nutrito tutta la letteratura. Spesso il conflitto non è solamente uno, ma la storia si arricchisce di intensità con l’introduzione di nuovi elementi conflittuali che si vanno a sovrapporre e a intrecciare a quello di partenza. La bravura dello scrittore consiste nel riuscire a moderare la durata, l’intensità e la frequenza degli eventi tensivi allo scopo di coinvolgere il lettore con un adeguato livello di attenzione e interesse tale da proseguire nella lettura.
  • suspense e sorpresa: è il modo in cui lo scrittore riesce ad organizzare la storia alimentando ad arte le situazioni con colpi di scena o momenti che tengono il lettore con il fiato sospeso, oppure lo sorprendono con eventi impossibili da immaginare fino alla riga precedente. La suspense si realizza quando il lettore è a conoscenza che molto vicino nel racconto capiterà qualcosa di negativo ad uno o più personaggi, i quali molto spesso ignorano la possibilità che ciò avvenga; la sorpresa, invece, è l’accadimento di un fatto positivo o negativo ma non immaginabile fino a quel punto né da parte del lettore, né da parte del personaggio che viene coinvolto.
  • trama: è l’elemento che costituisce la struttura portante del tessuto narrativo e può essere suddivisa nelle seguenti fasi: apertura e ambientazione, susseguirsi della vicenda, apice dell’ intreccio e conclusione. Nella fase iniziale vengono forniti gli elementi necessari per potersi orientare e allo stesso tempo una parte di elementi misteriosi per stimolare la curiosità del lettore; con il susseguirsi della storia e il conseguente sviluppo si arriva alla fase cruciale e centrale che è costituita dalla fabula, cioè dalla vicenda raccontata secondo un ordine temporale e dall’intreccio cioè dal susseguirsi vero e proprio dei fatti e degli eventi. L’apice della vicenda è il momento determinante in cui l’attenzione e la curiosità del lettore raggiunge il livello più intenso che lo porterà, attraverso una calibrata modulazione di vari momenti, alla conclusione o soluzione della vicenda narrata.
  • tempo della narrazione: in genere il tempo narrato non coincide con il tempo reale e spesso proprio per esigenze temporali l’autore può scegliere di accelerarlo o di rallentarlo; in entrambi i casi inoltre si può scegliere di non raccontare tutti i passaggi ma di lasciare parte di essi alla fantasia o alla deduzione del lettore. I fatti che non vengono narrati si chiamano “ellissi” mentre quelli che vengono dedotti si chiamano “inferenze”.

Una narrazione accattivante, creativamente efficace,  prevede il coinvolgimento di molti fattori ed elementi, dal prologo all’epilogo il tessuto narrativo deve coinvolgere in modo coerente e a tratti sorprendente il lettore, dove a partire dai singoli personaggi, passando alla trama ma anche all’ ambiente e allo stile narrativo, si arriva ad avere una lettura piacevole e stimolante

Consigli pratici

  1. Consigliabile è scrivere la mattina: la mente è più fresca
  2. - controllare sul dizionario i termini di cui non siete sicuri;
  3. - evitare di seguire mode e tendenze, ma attingere dal proprio animo;
  4. - Seguire l’istinto e non essere intimoriti da ciò che fanno o dicono gli altri, compreso i critici;
  5. - scrivere sui  temi che sentiamo più congeniali
  6. - ricordarsi sempre che uno scrittore scrive sempre, ma ha bisogno anche di lettori e critiche
  7. - associare a ogni personaggio un volto noto, verificandone le rispondenze per evitare di descrivere fisionomie perfette ma irreali;
  8. - cominciare col leggere e rileggere il romanzo preferito: se ne assorbirà il ritmo, si imparerà a scrivere le parole correttamente, si adeguerà la punteggiatura (soprattutto la punteggiatura all’interno e all’esterno dele virgolette).
  9. - ricordare che il lettore si aspetta da uno scrittore una certa trasfigurazione della realtà, di modo che egli possa cogliere, tramite gli occhi del narratore, aspetti che gli erano sfuggiti;
  10. - prima di passare a una stesura completa dell’opera, esercitarsi a fare descrizioni di personaggi e ambienti, osservando la realtà e prendendo appunti. Scrivere dei brevi ritratti, caricature,sottolineando pregi e difetti
  11. - quando si sarà scritto l’ultimo capitolo, bisognerà tornare daccapo per dare uniformità ed evitare le ripetizioni di parole, frasi o concetti;la lettura deve risultare sempre scorrevole, facile.
  12. - bilanciare le parti descrittive con i dialoghi, l’immissione di idee con l’umorismo, le cadute di tono con i colpi di scena; il ritmo di un’opera è importante
  13. - l’aggettivazione è importante; come l’uso degli avverbi;
  14. - evitare ripetizioni terminologiche: utilizzate un dizionario dei sinonimi e dei contrari.
  15. Il ritmo può essere incalzante, monotono oppure lento.
  16. - la lunghezza del testo non è importante.
  17. -in un racconto i personaggi sono di solito  tre o quattro,ma  in un romanzo bisogna dare fisionomia ad almeno 20 o 30 personaggi.

 

Sulla scrittura creativa:

*Plinio Perilli è nato a Roma nel 1955. Ha esordito come poeta nel 1982, pubblicando un poemetto sulla rivista “Alfabeta”, auspice Antonio Porta.
La sua prima raccolta è del 1989, L’AMORE VISTO DALl’ ALTO  (finalista quell’anno al Premio Viareggio). Seguono i racconti in versi di RAGAZZE ITALIANE (1990, due edizioni, Premio B. Joppolo). Chiude una sorta di trilogia della Giovinezza con il volume PREGHIERE DI UN LAICO (1994), che vince vari premi: il Montale, il Gozzano, il Gatto.
L’ultimo suo testo lirico è PETALI IN LUCE; presentato da Giuseppe Pontiggia (1998).
Come critico si occupa principalmente di convergenze multidisciplinari e sinestesie artistiche (STORIA DELL’ARTE ITALIANA IN POESIA, 1990), nonché dell’insegnamento della poesia ai giovani e nelle scuole (LA PAROLA ESTERIORE. I NUOVI GIOVANI E LA LETTERATURA, 1993;  EDUCARE IN POESIA, 1994).
Insegna all’Accademia di Belle Arti di Bari “Teoria e metodo dei mass-media”. Collabora a numerose riviste e ha curato molti libri.
Con Melodie DELLA TERRA (1998) ha costruito una vasta antologia sul ‘900 poetico italiano in rapporto all’idea di Natura.

  • AAVV. Il grande manuale di scrittura creativa. Editrice Nord
  • Bavaro, T. Scrittura creativa. Calderini
  • Boccianti, H. Di segni e di scritture. Lapis
  • Canali, L. Manuale ad uso degli scrittori esordienti. Bompiani
  • Carlini, F. Lo stile del Web. Einaudi
  • Carrada, L. Scrivere per Internet. Lupetti

1,893 total views, 1 views today

Creative Commons License
Scuola di scrittura by ✿Redazione PiV✿, unless otherwise expressly stated, is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


+ nove = 11

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>