Errori grammaticali clamorosi
- Come si scrive e come NON si scrive?
l’accento va messo su:
- dà (verbo dare)
- lì là (avverbi di luogo)
- sé (pronome)
- né (e non, congiunzione negativa, né male né bene)
- sì (affermazione)
- sí (abbreviazione di cosí)
- piú
- perché, poiché
- bensí, cosí,
- giú, quaggiú, laggiú
- già
- ciò
l’accento NON va messo su:
- da (preposizione)
- li (pronome)
- ne (avverbio e pronome)
- qui, qua (avverbi)
- su (avverbio)
- si (pronome, si loda)
- no (negazione)
- se (congiunzione)
- te (pronome)
- fa (avverbio tempo fa, un anno fa..)
- verbi
- egli fa
- io so, egli sa
- io do
- egli va
- io sto, egli sta
L’apostrofo va messo su:
- un po’ (apostrofo non accento, è abbreviazione di <poco>)
- blu (colore)
un va SENZA apostrofo se regge un maschile, CON apostrofo se regge un femminile (infatti l’apostrofo indica l’elisione della vocale a dell’articolo una).
- Così buon.
- un amico; un’amica
- buon amico; buon’amica
- da’ = dai
- fa’ = fai
- sta’ = stai
- va’ = vai
- po’ = poco
- mo’ = modo
- mal’addestrato = malo addestrato; mal’accorto = malo accorto
- qual è senza apostrofo, qual è una forma distinta da quale
Con o senza la <i>?
- sufficiente
- coscienza
- conoscenza
- scienza
- superficie
- province
- efficienza
I verbi con la radice in gn (accompagnare, segnare, sognare), si scrivono con la i
- nella 1a persona plurale dell’indicativo, noi sogniamo
- nella 1a e 2a persona plurale del congiuntivo presente, che noi sogniamo, che voi sogniate
Si scrivono con una sola z
nelle parole che terminano in –àzia, -azìa, -èzia, -ezìa, -ìzia, -ìzie, -izìa, -ozìa, -uzìa, -ziòne, -àzio, -èzio, -ìzio, -òzio, -ùzio.
Maiuscole
I sostantivi di popolo vogliono la maiuscola; gli aggettivi di popolo, invece, vogliono la minuscola.
i Francesi; i marinai francesi
utilizzo delle maiuscole per gli acronimi, es SIAE, FIAT, UE,
La punteggiatura, questa sconosciuta
dopo qualsiasi segno di punteggiatura va uno spazio
tranne per parentesi e virgolette che vanno attaccate a quel che contengono
<il dongo (animale estinto) era un uccello… > e non <il dongo ( animale estinto ) era un uccello… >
A capo
Quando scrivete, ricordate di andare a capo ogni tanto, così il lettore tira il fiato e non si formano monoblocchi infiniti. Se siete all’interno di un dialogo, andate a capo quando cambia il personaggio che parla.
- - Lo spazio va sempre inserito dopo il segno di punteggiatura e mai prima. Fanno eccezione parentesi e virgolette: lo spazio va prima dell’apertura e dopo la chiusura, salvo sia seguita da un altro segno di punteggiatura.
Esempio: I puntini di sospensione (che vanno esclusivamente a gruppi di tre) sono spesso inutili.
I puntini di sospensione, lasciando… in sospeso il discorso… possono essere usati con molte accezioni:
· l’interruzione di un periodo
– per dubbio o imbarazzo:
”Non so proprio cosa dire… in questo momento… ho tanto da fare…
– per ammonimento (conferendo un tono meno perentorio alla frase che con il punto esclamativo):
”Stai molto attento…”
– per allusione:
”Meglio un uovo oggi…”
– per preparare una battuta:
”Laura era così agitata da… non ricordare neppure il suo nome!”
– per tacere qualcosa che non si può o non si vuole dire:
”Penso che tu non abbia ancora capito… non ti sia reso conto… ma, in fondo, è meglio lasciar perdere.”
– per cambiare discorso:
”Ero appena uscita di casa, quando… ma, che ore sono?”
– per creare attesa e accrescere l’attenzione del lettore:
”Regnava il silenzio… ciascuno temeva per sé il peggio… i minuti parevano ore… erano ansiosi di sapere… che cosa sarebbe accaduto quella sera?”
– per continuare un elenco, una serie, ecc.:
”Ci sono numerose città interessanti: Roma, Firenze, Venezia…”
In questi casi, è preferibile evitare di usare la virgola prima dei puntini:
– per invitare chi legge a trarre le proprie conclusioni: “Il progresso è importante, ma conta anche l’equilibrio naturale…”.
· una pausa dopo una frase interrogativa o esclamativa, quando il senso del discorso non risulta compiuto:
”Non vorrai dire?… Non ci sono scuse!…”
· l’omissione di parole appartenenti ad un passo, un dialogo e simili, di cui sia in corso una citazione. In casi di questo tipo, i puntini devono essere preceduti, oltre che seguiti, da uno spazio bianco, per evitare che entrino erroneamente a far parte del testo citato; possono anche essere inseriti tra parentesi tonde o quadre e, in tal caso, non hanno bisogno di spazi:
”Nel corso della conferenza il Presidente ha ripetuto: “Spetta all’azienda, innanzi tutto, garantire stabilità [...] favorire un progressivo incremento economico [...] promuovere le capacità personali”.” Non occorre mettere i puntini all’inizio o alla fine della citazione, se queste corrispondono all’inizio o alla fine della frase.
È un errore:
- usare meno o più di tre puntini di sospensione: non “Mi gira la testa e.. non mi sento bene…. ho le gambe indolenzite”, ma “Mi gira la testa e… non mi sento bene… ho le gambe indolenzite”.
- La regola vale anche quando i puntini coincidono con la fine del periodo; non bisogna, cioè, aggiungere il punto di chiusura: i puntini rimangono sempre tre.
- far seguire ai puntini la lettera maiuscola, a meno che essi non chiudano un periodo: non “Vorrei sapere… Conoscere… Vedere con i miei occhi… Cosa ti può sconvolgere tanto”, ma “Vorrei sapere… conoscere… vedere con i miei occhi… cosa ti può sconvolgere tanto”.
Non esagerate con l’uso delle parentesi: spesso vengono erroneamente usate al posto di frasi incise.
Esempio: Matteo, “il ragazzo sopravvissuto”, è mio amico; Matteo è “il ragazzo sopravvissuto” perché… Nel primo caso non c’è lo spazio dopo la chiusura delle virgolette perché sono seguite da una virgola che non vuole mai lo spazio prima di sé.
Anche l’apostrofo fa eccezione: non vuole mai lo spazio, né prima né dopo se congiunge due parole (l’albero), mentre vuole lo spazio dopo se serve a troncare una parola (un po’).
Un’altra eccezione é data dal trattino che, se usato negli incisi, vuole lo spazio sia prima che dopo.
- I tre punti esclamativi/interrogativi di seguito (“!!!”), o loro mix vari (?!?!) non rappresentano un corretto uso della punteggiatura.
- I puntini di sospensione sono spesso inutili, tolgono il fiato a chi legge e possono essere meglio resi con altri segni di punteggiatura (“due punti”, “punto e virgola”, “virgola” e “punto”).
- I numeri di norma vanno scritti in lettere e non in cifre, soprattutto se sono “piccoli”. (Eccezioni: percentuali, orari su ventiquattr’ore, date: giorni e anni, ecc.)
- Soggetto e verbo non vanno mai separati dalla virgola (salvo che non ci sia una frase incisa).
- Il vocativo deve sempre essere separato dal resto della frase da un inciso, con le virgole (che non possono essere tralasciate)
Esempio: “Ascolta, Saverio.”
Esempio 2: “Daniele, dimmi la verità!”
Esempio 3: “Quello che devi scoprire, matteo, è dove si trovano gli Arconner.”
– Ricordate le concordanze maschile/femminile, anche nei pronomi. “Gli ho detto”, se è un maschio, ma “le ho detto” se è una femmina e “ho detto loro” se sono più di uno.
- Ricordate di non cambiare il tempo verbale all’interno della stessa frase (e in generale nel paragrafo, capitolo, storia) se non ci sono dei motivi ben precisi.
- Evitate di usare sempre le stesse parole o di fare ripetizioni utilizzando la stessa radice nel sostantivo/verbo/aggettivo: nella lingua italiana esistono moltissimi sinonimi e il Thesaurus di Word può esservi molto utile
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