La metafora


Diciamoci la verità, le Similitudini, metafore, figure retoriche ci sono sempre piaciute.

Ci colpiscono nel profondo perché in qualche modo richiamano qualcosa di familiare che risiede in noi in forma di esperienza acquisita o di ricordo più o meno nitido e, facendolo, ci permettono di comprendere pensieri o concetti più complessi con estrema semplicità. Platone diceva che il modo migliore di trasmettere conoscenza è usare il mito.

Il mito permette di comunicare attraverso delle immagini un messaggio altrimenti troppo complesso da spiegare in forma pura.

METAFORA

 

  • La metafora (dal greco μεταφορά, da metaphérō, «io trasporto») è un tropo, ovvero una figura retorica che implica un trasferimento di significato. Si ha quando, al termine che normalmente occuperebbe il posto nella frase, se ne sostituisce un altro la cui “essenza” o funzione va a sovrapporsi a quella del termine originario creando, così, immagini di forte carica espressiva. Differisce dalla similitudine per l’assenza di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (“come“).
  • le metafore funzionano perché:
    • parlano all’inconscio
    • usano un linguaggio universale
    • presentano opzioni
    • non attaccano direttamente il problema o le persone
    • risvegliano risorse sopite
    • rendono più consapevoli

La metafora è diversa dalla metonimia?

Si, perché quest’ultima associa due cose simili, mentre la prima mette in relazione, spesso facendole stridere, due cose diverse.

La metafora si distingue anche dall’allegoria, perché quest’ultima rimanda soprattutto a un piano concettuale, o un’idea, mentre la metafora si riferisce per lo più a una relazione fra due cose o fra due nomi.

L’allegoria è stata anche definita come “metafora continuata”, attribuendo con tale definizione alla metafora un riferimento immediato e all’allegoria uno sviluppo narrativo.

Storicamente la metafora è tipica della civiltà barocca. L’arte parte dalla natura, ma la trasfigura.

Tra i più grandi teorici della metafora poetica in età moderna si ricordano Harald Weinrich e Paul Ricoeur.

Alcuni esempi di metafora:

  • L’Amazzonia è il polmone del mondo;
  • Voi siete il sale della terra (Vangelo secondo Matteo: 5,13);
  • Anche un uomo tornava al suo nido” (Giovanni Pascoli, X Agosto);
  • Sei una volpe

Mentre la Similitudine:

[...]La similitudine è la figura retorica in cui si paragona un oggetto ad un altro le cui proprietà sono ben note[...]

Alcuni esempi di similitudine:

  • bianca come la neve;
  • rosso come il fuoco.

E’ sempre consigliato non abusarne.
Un eccesso di metafore (o di similitudini) potrebbe risultare come testimonianza discarsa dialettica o mancanza di capacità descrittiva. E’ sempre bene riflettere prima di usare una metafora.

Ragionare sul periodo che si sta scrivendo e, cercare di capire se è proprio necessario usufruire di questo stratagemma o se è possibile trovare strade alternative. Evitare di cedere alla via più facile… studiare il testo con attenzione.
Un lavoro di questo tipo può aiutare anche alla crescita personale. Cercare di evitare le metafore, o le similitudini, aiuta ad incrementare le proprie capacità narrative.

E’ un esercizio anche questo. E’ un sistema per migliorare la propria scrittura e il proprio stile.

E se proprio si è costretti ad usarle. Allora bisogna cercare di essere raffinati, perchè c’è metafora e metafora:

“La folla si aprì come una fetta di prosciutto recisa dal coltello del droghiere del destino.”

Anche se… chi l’ha scritta, deve essere proprio un genio… questa metafora (per quanto corretta) non va proprio bene!

  • Per dare un’idea di che cosa significa dire che un concetto è metaforico e che esso struttura una nostra attività quotidiana, consideriamo l’esempio del concetto discussione e della metafora concettuale LA DISCUSSIONE E’ UNA GUERRA. Questa metafora è riflessa in una grande varietà di espressioni presenti nel nostro linguaggio quotidiano. LA DISCUSSIONE E’ UNA GUERRA

Le tue richieste sono indifendibili.
Egli ha attaccato ogni punto debole nella mia argomentazione.
Le sue critiche hanno colpito nel segno.
Ho demolito il suo argomento.
Non ho mai avuto la meglio su di lui in una discussione.
Non sei d’accordo? Va bene, spara!
Se usi questa strategia, lui ti fa fuori in un minuto.
Egli ha distrutto tutti i miei argomenti.

FIGURE RETORICHE

Esempi di figure retoriche:

  • Ieri sera ho mangiato una pizza favolosa. (il termine pizza è usato nel suo significato letterale)
  • Che pizza il film di ieri sera! (pizza è usato in senso metaforico per indicare qualcosa di piatto e quindi noioso).
  • La bomba scoppiando ha fatto una vera strage. (bomba è qui nel suo significato letterale di ordigno esplosivo).
  • Quel cantante è una bomba (bomba in questo caso è usato in senso metaforico, ad indicare qualcosa di fortemente emozionante)
  • pulcino [animale: significato letterale] Mario è un pulcino [figurato] sperduto.+
  • leone [animale: significato letterale] Giulio, quando lo attaccano, è un leone [figurato].
  • tempesta [fenomeno atmosferico: significato letterale] Con questa pagella a casa ci sarà tempesta [figurato].
  • Mario ha lavorato e guadagnato tanto che ormai è una cassaforte ambulante
  • Mario ha lavorato e guadagnato tanto che ormai è un libretto d’assegni
  • Mario ha lavorato e guadagnato tanto che ormai è un pozzo senza fondo di soldi.

La varietà degli accostamenti metaforici è quasi infinita. Un semplice controllo sul vocabolario ci farà scoprire che moltissime voci, dopo il significato letterale, registrano anche uno o più significati figurati, preceduti dall’abbreviazione fig.

TUTTE LE FIGURE RETORICHE

METONIMIA

Consiste nella sostituzione di un termine con un altro, con cui è
in rapporto: la causa per l’effetto, l’effetto per la causa, la
materia per l’oggetto, il contenente per il contenuto, lo strumento
al posto della persona, l’astrattoper il concreto, il concreto per
l’astratto, il simbolo per la cosa simbolizzata.

effetto per la causa
avanzano..sento lo squillo del guerier( squillo- tromba)
i risparmi del suo sudore (sudore – lavoro)

causa per effetto
ascolto Mozart (Mozart – musica )

la materia per l’oggetto
il legno solcava l’onde (legno- barca)

contenente per il contenuto
ho mangiato un piatto squisito (piatto-cibo)

lo strumento al posto della persona
è il primo flauto dell’orchestra (flauto – musicista)

l’astratto per il concreto
la gioventù del luogo ( gioventù – giovani )

il simbolo per la cosa simbolizzata
più caro che la fama e l’allor (allor – gloria )

  1. La metonimia arricchisce il senso delle parole proprio perché instaura collegamenti con ciò che non è enunciato e che risulta evidente attraverso la metonimia
  2. .La metonimia può essere realizzata anche sostituendo una parola con più parole di uno stesso campo semantico droga ( polvere bianca ) – petrolio ( oro nero )
  • OSSIMORO
  1. Ossimoro: forma di antitesi di singole parole che vengono accostate con effetti paradossali , praticamente si ha ponendo l’una accanto all’altra due parole dal significato opposto : paradiso infernale ghiaccio bollente urla silenziose amara dolcezza dolce amarezza
  2. L’ossimoro , quindi , stimola l’intelligenza del destinatario che viene sorpreso da un accostamento contradditorio di parole.
  3. Con l’ossimoro , per esempio , possono essere comunicati effetti contrastanti e travolgenti suscitati dall’amore : (versi di Baldo Bruno) mi hai lasciato avvolto nel vuoto di una morte romantica Poi l’addio freddo nel fuoco gettò i nostri sogni e me vinto…in un vento spinto
  • SINESTESIA

Consiste nel creare un’immagine associando termini che appartengono a sfere sensoriali diverse. Es: va l’aspro odor dei vini (gusto – olfatto) l’urlo nero della madre ( uditivo – visivo) immerso in rossi sapori (visivo – gustativo) il divino del pian silenzio verde (uditivo – visivo )

  • ELLISSI

L’ellissi consiste nell’omettere uno o più elementi fondamentali della frase. E’ molto usata nella narrativa ma anche nella poesia ove riguarda soprattutto il verbo. Es: Il campanile si sveglia i suoi sonori richiami nell’azzurro del giorno(manca “lancia”) Da morir te e i tuoi occhi (manca “amo” ) il vento nelle foglie gialle povere creature indifese... ( manca “penetra”)

  • IPERBATO

Consiste nel separare due parole che dovrebbero stare insieme, interponendovi altri elementi. Es :io parlo de’ begli occhi e del bel volto, che gli hanno il cor di mezzo il petto tolto (“tolto” dovrebbe essere dopo “hanno” ) e tu gli ornavi del tuo riso i canti che il lombardo pungean Sardanapalo (“Sardanapalo” doveva essere dopo “lombardo” ) andavano, secondo che mi parve, molto penosi (“molto penosi” viene separato da “andavano” )

  • ANASTROFE

L’anastrofe(rovesciamento) inverte l’ordine normale delle parole, in effetti serve a dare rilievo ad una parola che viene ad essere anticipata. Es:e sento delle Parche il canto (“delle Parche” è anticipato) o dell’arida vita unico fiore (” dell’arida vita” è anticipato) si spandea nei campi di falangi un tumulto(“di falangi” è anticipato)

  • SINEDDOCHE

Consiste nello spostare il significato da un termine ad un altro che abbia col primo un rapporto di quantità. Si ha quando si usa: la parte per il tutto, il tutto per la parte, il genere per la specie, la specie per il genere, il singolare per il plurale, il plurale per il singolare. E quando la fatal prora d’Enea per tanto mar la foce tua cercò ( nave -la parte per il tutto ) onde non tacque le tue limpide nubi e le tue fronde l’inclito verso di colui che l’acque (i versi – il singolare per il plurale ) è uomo con famiglia a carico (moglie – plurale per il singolare)

  • METAFORA

Consiste nel sostituire a una parola un’altra parola legata alla prima da un rapporto di somiglianza. Non può essere semplicemente considerata una “similitudine abbreviata” per il fatto che realizza in forma immediata e sintetica il rapporto di somiglianza che di solito viene presentato in forma analitica mediante una similitudine o un paragone: infatti propone una vera e propria identificazione attraverso una forzatura. Così, la metafora “Sei una volpe” è molto più forte dell’abbreviazione della similitudine “sei furbo come una volpe”. Le metafore possono essere costruite in vari modi: – con un sostantivo (“una montagna di compiti”; “una salute di ferro” ); – con un aggettivo (“gli anni verdi”=della giovinezza); – con un verbo (“il pavimento della stanza balla”); – con un predicato nominale (“quella ragazza è una perla”).

  • CLIMAX

La climax (scala) dilata il pensiero disponendo le parole in una densità crescente o decrescente.E’ una figura che esprime l’emotività del mittente ed è tipica della funzione emotiva. Ti voglio bene ,ti desidero,t’amo, son pazzo di te (scala crescente) vai , corri…vola (scala crescente) sospiri,pianti e alti guai risonavan per l’aere (Dante , inferno)

  • SIMILITUDINE

Consiste nel paragonare persone, animali, cose, sentimenti per associazione di idee; è introdotta da come, sembra,pare, è simile, somiglia, ecc. . Un tappeto di smeraldo sotto al cielo il monte par ( Carducci) e caddi come l’uom cui sonno piglia (Dante, inferno) mi sembrate tanti bambini ,che io posso spaventare (Pirandello,Enrico4°)

  • PERSONIFICAZIONE
  1. La personificazione consiste nell’attribuire a cose e ad animali azioni o sentimenti umani.Colpisce profondamente il destinatario e comunica il messaggio con forza e capacità persuasiva.
  2. Se la personificazione “parla” diventa allora Prosopopea.
  3. Se lo scrittore si rivolge alla personificazione fa un’Apostrofe. D’Achille i cavalli intanto, veduto il loro auriga dalla lancia di Ettore nella polvere abbattuto, lontano dalla battaglia erano là piangenti.(Omero,Iliade)(Personificazione) Vieni a veder la tua Roma che piagne vedova e sola… Cesare mio, perchè non m’accompagne?(Dante,Purgatorio) (Prosopopea) bei cipressetti ,cipressetti miei fedeli amici d’un tempo migliore (Carducci si rivolge ai cipressi)
  • ALLITTERAZIONE

L‘allitterazione è la ripetizione degli stessi suoni(lettere o sillabe) all’inizio o all’interno di parole successive.Ha l’effetto di legare più parole attraverso il legame fonico attirando su di esse l’attenzione. Si mise di buzzo buono(rip. b) far fuoco e fiamma(rip.f) tagliare la testa al toro( rip. t ) un’intera nottata buttato…vicino a un compagno (rip. t)

  • ANAFORA

L’anafora consiste nel ridire una o più parole all’inizio di segmenti di testo(periodi, sintagmi, frasi )successivi. O figlio, figlio figlio , amoroso giglio! ecco apparir Gerusalem si vede, ecco additar Gerusalem si scorge Vorrei che tu m’amassi com’allor… vorrei che tu mi baciassi…


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Senza l'esperienza e una buona dose di umiltà, la scrittura -sia in prosa che in poesia- rimane puro estetismo. Senza essersi fatti le ossa attraverso uno «studio matto e disperatissimo» non si raggiungerà mai la capacità di dare un fondamento logico al linguaggio idoneo ad ogni situazione. L'adagio che afferma come «non si nasca imparati» ha questo sapore.

La redazione

Ciò che il pubblico critica in voi, coltivatelo. Quello, siete voi.

Jean Cocteau

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